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martedì 27 novembre 2012

La SIAE dei ricchi.

Il 9 Novembre 2012 è stato approvato il nuovo Statuto della SIAE. 
Dopo un anno di commissariamento per risanare le finanze della Società Italiana Autori ed Editori, finalmente si è proceduto all'espletamento di ciò che ormai era diventata una prassi burocratica.
Purtroppo, e comprensibilmente, il nuovo Statuto non è stato accolto favorevolmente tra tutti gli associati benché, a tutti gli effetti, riconosca a quelli che più contano un privilegio a dir poco scandaloso.
Secondo la regola 1 euro 1 voto, si capisce bene come potrebbe andare a finire. Le sorti di tutti praticamente nelle mani di pochissimi. 
Come del resto accade nel nostro Paese ma anche nel mondo. 
In questo la SIAE sembra davvero rispecchiare l'andamento dell'umanità.
Prova ad andare contro la sigla CREA-Unione Opere dell'Ingegno della quale fanno parte tra gli altri Vasco Rossi, i Pooh, Franco Battiato, Zucchero.

Duole ancora una volta notare che probabilmente gli Organi Sociali della SIAE saranno composti da un manipolo di case discografiche e da alcuni Editori Nazionali, tutti facenti capo all'industria dell'audio, se così possiamo dire. 
Come se questi signori rappresentassero l'intero mondo culturale. E dove sarebbero gli altri?

Naturalmente non ci stancheremo mai di dire che siamo pur sempre in Italia dove le cose accadono ma accadono con immenso ritardo e anche con notevoli danni conseguenti proprio a questo.
Ci piace però anche notare che le cose vanno cambiando. Se ci soffermiamo un attimo, non possiamo non ammettere che c'è necessità di cambiamento perché le cose così non funzionano e se anche ci lamentiamo per la nostra condizione quando vediamo che altri Paesi recepiscono meglio e con più celerità, ci consoliamo poi pensando che l'Italia dovrà adeguarsi. Non solo siamo in Europa ma siamo nel mondo. La globalizzazione ha portato smarrimento e ha rimescolato davvero tutto ma alla fine sarà un bene a livello personale e per tutti noi.
Rimaniamo aggiornati per rimanere liberi.
Continuate a seguire questo blog e il sito www.officineditoriali.com
Visitate il nostro catalogo e valutate le nostre opere.

lunedì 18 giugno 2012

Fine della SIAE. Via al mercato del digitale.

Leggendo il blog di Guido Scorza sulle pagine de Il Fatto Quotidiano si ha un quadro chiaro della situazione, come già la conoscevamo del resto, in merito alla SIAE o, meglio, ai suoi dirigenti, intenti a difendere strenuamente qualcosa che non è più difendibile insieme ai quattro potenti azionisti ingordi che, però, continuano a fare il bello e il cattivo tempo. E il Governo sta a guardare.

E' vero che sta per essere istituita una commissione d'inchiesta ma è anche vero che in SIAE stanno succedendo davvero cose fuori dalla normale vita lavorativa e gestionale. Oltre agli atteggiamenti incivili in cui si scade, si parla di dirigenza che tenterebbe di gestire l'ente, metà pubblico e metà privato, come abbiamo avuto modo di sottolineare in altri post precedenti, come fosse una azienda privata, disponendo del suo patrimonio.
E a proposito di patrimonio, e visto che la crisi della SIAE dura da decenni (in questo momento è commissariata), due prestigiosi immobili sono stati dismessi per ridare ossigeno alle casse dell'ente.

Ora si parla addirittura dell'ultimo bilancio prima del commissariamento come di un bilancio truccato, secondo uno dei sub commissari. E dire che i dati del bilancio vengono forniti da un ufficio di dieci persone, il bilancio viene rivisto da una delle più grandi società di revisione al mondo, la Ernst & Young e poi ci sono tutti i controlli governativi che deve superare. E allora? Nessuno si è accorto di niente?
A fine Marzo il Governo ha addirittura prorogato il mandato dei commissari......

OK! La solita brutta storia italiana che andrà a finire sempre nel solito brutto modo italiano?
Speriamo di no ma una cosa è certa. La SIAE sta implodendo, sta crollando e nessuno vuole rimanere sotto le macerie. Nessuno si fa per dire.....sono sempre i soliti noti che non vogliono rimanere sotto le macerie e tentano di lasciarci i mille dipendenti in balia adesso anche loro di un futuro incerto.
Ma il discorso è che ora, alla luce di questi fatti e con gli sviluppi dei prossimi giorni, sarà divertente capire e vedere, soprattutto cosa faranno i grandi editori che finora si sono attaccati alla SIAE rivendicandone l'esistenza e, soprattutto, la necessità in primis contro i pirati e la pirateria.
Forse scenderanno i prezzi degli ebook? 
Forse cominceranno improvvisamente a capire quali sono le tendenze tra i lettori? 
Forse si raggrupperanno per essere ancora più forti nei confronti di un mercato che al momento (sembra un paradosso) li intimorisce? 
Certo in Italia non c'è Amazon e nessuno vuole responsabilità perché in questo paese non esiste la cultura del prendersi le proprie responsabilità, salvo quando le cose vanno o sono andate bene. Allora i soliti noti si prendono più che volentieri il merito.

Ad ogni modo, Officine Editoriali ora intravede un giusto modo di procedere nel mercato digitale. Ora anche noi ci sentiamo di dire che il mercato digitale Italiano ha ottime probabilità di crescere, benché lo stia già facendo nonostante cerchino di rallentarlo.
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lunedì 28 maggio 2012

Mi pubblico o mi pubblichi?

Grande dilemma al quale vanno incontro prima o poi tutti gli scrittori in erba che sono certi di aver scritto qualcosa che rimarrà nella storia e che desidererebbero farsi pubblicare dai più grandi editori o magari, se non ci riescono, anche da editori minori, purché sia in formato cartaceo.

Molti decidono di intraprendere la strada dell'autopubblicazione (o self publishing) perché così, se va bene, lo dovranno prendere in considerazione anche nelle case editrici.
Molti altri decidono di auto pubblicarsi a prescindere e rimarranno fedeli al sistema indie anche in futuro.
Da un estratto di Joanna Penn, su Storia Continua, si sostiene che ci sono libri e libri e che alcuni possono essere pubblicati in forma tradizionale da editori tradizionali mentre altri vanno pubblicati seguendo differenti strategie e strumenti. 
Si dice che gli editori sappiano il fatto loro e che sappiano anche cosa stanno facendo quando rifiutano o accettano o rimandano.
Onestamente io penso che si prendono anche delle belle cantonate. 
Salvo poi rendersene conto quando quell'autore rifiutato ha spopolato tra i lettori dopo la auto pubblicazione.
Dite che non è possibile? Oh! Sì che lo è! 
Se non parliamo di libri costruiti da capo a piedi dall'editor della casa editrice di turno, tutto il resto sarà anche una questione di fiuto e di professionalità ma spesso viene meno il cuore e questi "valutatori" guardano soprattutto con il senso degli affari che ultimamente difetta a parecchi.

Approfittiamo di questo post per comunicare a chi ci segue che dal prossimo 6 Giugno e fino al 10, saremo presenti al Festival Itinerante della Letteratura di Milano dove avremo l'opportunità di presentare il progetto di Officine Editoriali nel suo insieme e puntualizzarne la mission.
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mercoledì 23 maggio 2012

DRM o Watermark. Gli editori fingono di non capire.

Sempre relativamente al solito discorso dei diritti d'autore, la disquisizione sembra essere tra l'adozione del DRM (Digital Rights Management) o l'apposizione, sull'ebook che si acquista, di un Watermarking, sorta di "filigranatura digitale"  (utilizzato perfino dall'ebookstore Pottermore  che distribuisce gli ebook di Harry Potter) 

Da una parte, dobbiamo sapere, e molti di noi già lo sanno, che il DRM (generalmente nelle sue declinazioni e comunque in maniera più o meno pesante), adotta l'utilizzo delle password contenenti informazioni personali quali ad esempio il numero di carta di credito o l'indirizzo email per evitare che l'ebook passi di mano in mano o, meglio, venga inviato di computer in computer in modo indiscriminato.
Dall'altra, leggere una scritta in sovraimpressione (watermarking) su ogni pagina dell'ebook è qualcosa che veramente potrebbe interferire in maniera pesante con la nostra lettura. 
Parlo da lettrice incallita. E' una cosa che mi darebbe molto, molto fastidio.

Tutto questo, ovviamente, per evitare che l'ebook venga prestato. 
Ma la domanda è come mai non succede questo con un libro di carta che possiamo prestare come vogliamo e a quante persone vogliamo? 
Non dovrebbe esserci anche in questo caso una specie di divieto a tale pratica?
Precisiamo che questa disquisizione avviene anche ad opera dell'IPDF (International Digital Publishing Forum), l'organizzazione di controllo degli standard del formato e-Pub, che lancia una ipotesi di un nuovo DRM che protegga i diritti d'autore senza intralciare l'utilizzo del prodotto.

A sua volta, e finalmente aggiungiamo, l'esperto di Diritti d'Autore, Bill Rosenblatt scrive che "...cresce tra gli editori il forte dubbio che il DRM ha aspetti che possono andare contro i loro stessi interessi...".
E finalmente qualcuno se ne accorge.
Non possiamo fare a meno di notare che assistendo a tali disquisizioni non facciamo altro che confermare la nostra percezione che i Diritti d'Autore attualmente non sono tanto degli autori quanto degli editori. 
Infatti se ne parla tra editori. E pur di tenerseli stretti, rischiano di creare qualcosa che gli si ritorca contro.

Dunque sembrerebbe vero che la funzione degli editori attualmente sia quella di intermediazione tra l'autore e l'utente finale, cioè il lettore. 
Mentre, a sua volta, gli autori ricorrono agli agenti letterari anche per tutelarsi dagli editori. 
Sembra un giro veramente vizioso e in malafede, se non a volte sull'orlo del truffaldino.
D'altra parte, Officine Editoriali si è fatta ben presto un'idea a proposito ed è possibile evincerla dai post di questo blog che periodicamente ritornano sul tema del Diritto d'Autore.
Noi abbiamo fatto la nostra scelta. Adotteremo le licenze Creative Commons e sarà l'Autore a scegliere il tipo di rapporto che vorrà avere con i lettori per la corretta fruizione della sua opera.
Continuate a seguire Officine Editoriali su questo blog per rimanere aggiornati sull'argomento.

domenica 6 maggio 2012

Gli editori sono inutili così come sono?

E allora! E' un pò che lo sosteniamo, proprio sui post di questo blog. 
Abbiamo scritto diverse volte il nostro pensiero in proposito e non proprio palesemente l'intervento fatto a Librinnovando voleva proprio significare questo: interroghiamoci sul vecchio e sul nuovo eventuale ruolo della figura dell'editore, soprattutto del grande editore che è in grado in questo momento di intralciare lo sviluppo della lettura alternativa e anche delle idee del futuro.

Non c'è bisogno di fare chissà quali studi per capire cosa sta succedendo. Basta informarsi e fare un piccolo raffronto tra i diversi mercati o, meglio, tra il mercato italiano e i mercati internazionali e/o, se volete, tra il mercato italiano ed ognuno dei mercati che fanno parte del circuito internazionale. 
La differenza è palese. Il mercato italiano è quello che cresce di meno. 
Ma non solo sul settore digitale, mi viene da dire. A ben guardare, ogni settore nell'ambito italiano, rallenta la sua crescita rispetto al resto del mondo quando si tratta di innovare, di accettare idee nuove. Come mai? 
Perché in Italia, dalla paura di perdere profitti e, naturalmente, profitti personali, si cerca sempre di allungare il brodo prima di capire esattamente dove si va a parare. 
Il timore che qualcuno più sveglio possa arrivare primo è forte, fortissimo.

In ogni caso, quello degli editori è un caso particolare ed attuale e, per fortuna, sembra anche un problema che vive il resto del mondo. 
A parte gli editori italiani che comunque intralciano certi processi, rimane il fatto che, nel mondo intero, il ruolo stesso dell'editore viene messo in discussione. 
Anzi...soprattutto oltre confine dove, per esempio, il self publishing ha già un suo mercato che si va irrimediabilmente stabilizzando.
Jeff Bezos, patron di Amazon, forse uno che ci capisce qualcosa e che ha dettato le linee guida del mercato digitale, dice la sua e conferma quanto pensavamo noi e quanto abbiamo scritto già in tempi non sospetti. 
Vi rimandiamo alla sua intervista integrale dove spiega cosa pensa degli editori e quali siano le nuove funzioni che dovrebbero assumere; mentre gli editori pretendono di continuare a fare quello che hanno sempre fatto e addirittura di farlo come dicono loro come se fossero depositari della verità in base solo alla loro esperienza (che pure, per carità, non ci permettiamo nemmeno lontanamente di mettere in discussione).

Ma, per esempio, come dice Jeff Bezos nella sua intervista, se alla fonte i libri digitali hanno meno costi, devono necessariamente costare di meno al lettore finale. 
E' una logica conseguenza e la semplicità del ragionamento mette in ombra tutti quelli che si arrampicano letteralmente sugli specchi nel tentativo di giustificare prezzi degli ebook assolutamente sproporzionati, come accade in Italia, e che si giustificano affermando che devono pagare personale extra. Dico solo una cosa: forse ci siamo fatti un'idea di quanto costano gli ebook a Officine Editoriali, no? Dunque questa ci sembra soltanto una scusa. 

Quello che vogliamo affermare è che non ci sbagliavamo sulle nostre impressioni e perciò continuiamo a ritenerci fuori dal coro e a portare avanti certe convinzioni che poi, come possiamo vedere, ci vengono confermate addirittura da Jeff Bezos.
Continueremo a parlarne in ogni caso. 
Intanto voi continuate a seguire Officine Editoriali se volete rimanere aggiornati sull'argomento.

sabato 14 aprile 2012

Seguiamo Officine Editoriali nel suo percorso verso il lavoro

Non è difficile. Soprattutto in questo periodo quasi di riflessione in cui continua a svolgersi il versamento delle quote prenotate dai sottoscrittori del progetto di Officine Editoriali.
Nello stesso tempo, raccogliamo i contenuti per le prossime pubblicazioni e valutiamo le varie ipotesi di sito futuro, con tutte le funzionalità necessarie ad una azienda in erba come Officine Editoriali.

Continuiamo oltremodo a cercare sinergie. Per noi rimangono importanti e fondamentali. 
Anche in questo contesto  vogliamo parlare ed agire fuori dal coro perché noi crediamo che la collaborazione tra più soggetti porti ad una produttività maggiore e migliore in termini di qualità.

Siamo sicuri che troveremo collaborazione soprattutto tra i piccoli editori che come noi pensano alla collaborazione come ad una opportunità e ad un arricchimento vicendevole e non a una sorta di concorrenza spietata..
Per questo motivo, Officine Editoriali parteciperà al prossimo IV Salone dell'Editoria Sociale che si svolgerà a Roma presumibilmente nel mese di Ottobre 2012.
Non abbiamo potuto partecipare alla III edizione perché eravamo ancora in fase di raccolta fondi ma è una manifestazione alla quale abbiamo guardato con interesse fin dall'anno scorso.
Continuate a seguire Officine Editoriali per rimanere aggiornati sull'avanzamento lavori e sulle ipotesi e le idee per uno sviluppo migliore dell'attività.

giovedì 12 aprile 2012

Apple e gli editori d'accordo sui prezzi degli ebook.

Non tutti gli editori, naturalmente, ma alcuni tra i più noti. Parliamo di Hachette, Harper Collins, Macmillan e Penguin.
Il Dipartimento di Giustizia americano li accusa di aver fatto cartello con Apple per determinare il prezzo degli ebook a danno di Amazon e altri rivenditori e parla di "significative problematiche di antitrust".
Dunque Apple e gli editori avrebbero bloccato i prezzi all'origine invece di lasciare i rivenditori liberi di decidere il prezzo.
L'accordo prevede che gli editori stabiliscano i prezzi degli ebook sui quali Apple tratterrà il 30%. Non male, davvero!
L'accordo sarebbe stato siglato in concomitanza con l'uscita sul mercato del nuovo iPad.
Ma se ne parlava già prima ed è una diatriba che si trascina da un pò tanto che abbiamo avuto già modo di parlarvene su qualche post precedente.
Insomma, giochi scorretti a livelli altissimi. Perché anche Amazon non sembra essere immune da certe tentazioni e anche di questo abbiamo parlato su qualche post precedente.
Non è detto comunque che bisogna rimanere a livelli più bassi per evitare certe tentazioni. L'impressione è che arrivati a un certo punto ci si lasci travolgere e coinvolgere.
Officine Editoriali seguirà la sua mission sempre e avrà sempre chiari e presenti i valori su cui si basa il suo modo di lavorare e la sua filosofia.
Se questo dovesse venire meno, verrebbe meno lo scopo stesso di Officine Editoriali.
Seguite Officine Editoriali per sapere se ce la farà a rimanere fedele ai suoi principi.

sabato 25 febbraio 2012

Amazon scivola su una buccia di banana


Ciò che intende fare Amazon è abbassare il prezzo medio degli ebook e ridurre il margine di ricavo dei suoi fornitori, cioè le case editrici. Per questo ha chiesto di rinegoziare i contratti.

Ma la IPG (Indipendent Publishers Group), gruppo di editori indipendenti, attraverso il presidente e rappresentante Mark Suchomel si ribella e oppone un netto no con l'intenzione di ottenere un prezzo migliore delle opere dei suoi autori.

Amazon perciò ha sospeso la vendita di oltre 4.000 ebook nel tentativo ricattatorio di costringere gli editori in difficoltà a ragionare secondo le sue linee.
Ma questo ha indispettito maggiormente, come era da aspettarsi, Suchomel e chi da lui si sente rappresentato i quali hanno rilanciato invitando gli associati IPG a negoziare con gli avversari di Amazon, B&N, Kobo ecc..

Amazon è abituata a comportarsi così e ha giocato sporco diverse altre volte ma stavolta il rischio sono gli investitori che già indagano sulle performance meno brillanti di Amazon a Wall Street.
In più ci sono le previsioni di vendita del Kindle che dovrà vedersela a breve con l'arrivo sul mercato di iPad 3, un dispositivo attesissimo che riscuote un più che considerevole consenso.
Il 50% di chi ha acquistato un Kindle, infatti, acquisterebbe anche un iPad 3.
E a quel punto la scelta di quale dispositivo utilizzare per leggere un ebook è quasi scontata con il pericolo che il Kindle finisca nel dimenticatoio.

Ultimamente abbiamo assistito a diverse di queste diatribe che sono finite poi male proprio per coloro che sembravano i più forti e invincibili.
Officine Editoriali condanna qualsiasi tipo di sopraffazione, tentata o realmente esercitata.
Con un mercato quale quello degli ebook, ancora assolutamente fluttuante, vedere un colosso come Amazon muoversi come un elefante in un negozio di cristalli, ci lascia a dir poco perplessi anche se prevediamo che, diversamente dal solito, il mercato degli ebook è popolato da persone che non si lasceranno sopraffare. C'è abbondanza per tutti, non solo per Amazon.

Se ti piace il progetto di Officine Editoriali e pensi che sia giusto realizzarlo, sostienilo visitando il sito di sottoscrizione popolare www.produzionidalbasso.com e prenotando consapevolmente le tue quote.

Grazie per la tua collaborazione!

venerdì 10 febbraio 2012

Garantisce il bollino / Ensured by sticker


Parliamo di quel bollino color argento che appare su CD, DVD e anche sui libri che viene apposto dalla SIAE (Società Italiana Autori ed Editori) e per il quale si paga un corrispettivo.
Tutto questo garantirebbe dalla pirateria autori ed editori e perfino gli autori dagli editori in caso questi ultimi volessero stampare e vendere libri in copie eccedenti il numero concordato con l'autore e quindi evitare di pagare il diritto d'autore. Caso davvero molto improbabile.
Peccato che esiste una sentenza del Consiglio di Stato depositata lo scorso 2 Febbraio che si rifa a una normativa della Corte di Giustizia dell'Unione Europea la quale dichiarava illegittimo, già nel lontano 2007, l'obbligo di apporre, appunto, tali bollini da parte della SIAE.
In realtà i bollini vengono ancora oggi utilizzati dalla SIAE e siccome la SIAE ha ottenuto un regolamento addirittura dal Consiglio dei Ministri con il quale viene esonerata dall'obbligo di restituire le somme versate per l'acquisto di tali bollini, gli imprenditori che ne hanno fatto richiesta sono in attesa delle decisioni dei giudici tributari ai quali la Corte di Cassazione ha affidato la decisione se la SIAE dovrà restituire le somme versate negli anni dagli imprenditori.
In genere il bollino argento viene richiesto contestualmente al Codice ISBN, che è ciò che serve maggiormente, perché è facile che un'opera sprovvista di codice ISBN venga rifiutata dai distributori e dalle librerie.
Certo, nell'era e nel mondo della Rete appaiono anacronistici questi sotterfugi nel tentativo di accaparrarsi più introiti possibili da parte di un apparato mezzo pubblico e mezzo privato come la SIAE che sembra davvero non in linea con i mercati e con il cambiamento che sta caratterizzando il mondo culturale e specialmente quello dei libri con l'avanzare inesorabile degli e-book.
Come sempre, per chiudere questo post, vi invitiamo a sostenere il progetto di Officine Editoriali visitando il sito di sottoscrizione popolare www.produzionidalbasso.com e prenotando consapevolmente le vostre quote.
Vi ricordiamo anche che è possibile prenotare l'e-book “Ma il burro lo stavo mangiando io!” di Bibì Zarco cliccando su “Prenota” nella pagina “Prenota il tuo e-book”.
Grazie per il vostro aiuto!


We speak of that silver sticker that appears on CDs, DVDs and even books that is affixed by the SIAE (Italian Society of Authors and Publishers) and for which is paid a fee.
This would ensure authors and publishers from piracy and even the authors from the publishers if they wish to print and sell copies of books exceeding the number agreed with the author and thus avoid paying the copyright. Case really very unlikely.
Too bad there is a judgment of the Council of State submitted last 2 February that harks back to a law of the European Union Court of Justice which declared illegal, as long ago as 2007, the obligation to apply, in fact, such labels by SIAE.
Really the stickers are still used by SIAE and since SIAE has even obtained a regulation by the Council of Ministers which is exempt from the obligation to repay the sums paid for the purchase of such stckers, the enterpreneurs who have made request are waiting for the decision of the tax court to which the Supreme Court has entrusted the decision whether the SIAE will have to return the amounts paid by enterpreneurs over the years.
Typically, the silver stickers are required together with ISBN code, which is what is used greater, because its easier than a work without ISBN code is refused by distributors and bookstores.
Of course in the age and in the world of network this clandestine approach appears anachronistic in an attempt to capture as more revenue as possible by an apparatus both public and private such as SIAE that seems really out of line with the markets and with the change that is featuring the cultural word , especially the one of books with the inexorable advancing of e-books.
As always, to close this post, we encourage you to support the project of Officine Editoriali by visiting the popular subscription website www.produzionidalbasso.com and consciously booking your quotas.
We also remind you that you can book the e-book “Ma il burro lo stavo mangiando io!” of Bibì Zarco by clicking on “Prenota” in the page “Book your e-book”.
Thanks for your help!

martedì 7 febbraio 2012

Aiuto! Arrivano i pirati / Help! Pirates are coming.


Il presidente dell'AIE (Associazione Italiana Editori) Marco Polillo esce allo scoperto e grida ai pirati fornendo i numeri.
Di 19.000 titoli disponibili nel 2011, 15.000 sono stati già piratati
Non solo. IBS.IT denuncia che secondo l'ultima classifica dei 25 titoli più venduti della settimana appena trascorsa, 17 sono disponibili in forma digitale e 19 sono usciti in versione pirata.
Polillo sostiene che il mercato digitale si potrà sviluppare solo se autori ed editori conserveranno il diritto di sfruttare i contenuti anche con i nuovi mezzi.
Se la pirateria non sarà limitata sarà un danno soprattutto per i lettori.
Poi aggiunge: “Se gli investimenti che le imprese stanno oggi facendo non avranno un loro ritorno, il rischio è che il mercato muoia sul nascere.”*
Dunque afferma che la pirateria è un problema ma rimane vago, durante l'intervista, nel tentativo di focalizzare delle soluzioni.
Accenna all'emendamento Fava bocciato in Parlamento pochissimo tempo fa rammaricandosi quasi che nessuna legge venga loro in soccorso.
Come se le leggi fossero una soluzione e non invece un obbligo scaturito da una disputa che presuppone sempre un vinto e un vincitore.
E ammette che se le imprese non trovano il loro tornaconto o non avranno ritorni sugli investimenti, non faranno nulla perché il mercato nasca e cresca.
Io non la vedrei tanto così, in ogni caso. I grandi gruppi editoriali sanno che il mercato è florido e cercano di addomesticarlo pilotandolo fin da subito perché i loro introiti futuri siano i più alti possibili. E, in questo, i pirati danno molto fastidio.
Perché i grandi gruppi editoriali sanno anche che se non investiranno loro, lo faranno i piccoli editori digitali. Loro non hanno nulla da perdere e non hanno nemmeno paura dei pirati.
Per noi di Officine Editoriali rimane una questione di cultura e di apertura mentale, sempre.
Nella vita e nell'impresa.
Dovremmo comportarci tutti un po' alla Forrest Gump.
Come ogni fine di post, vi esortiamo a sostenere il progetto di Officine Editoriali visitando il sito di sottoscrizione popolare www.produzionidalbasso.com e prenotando consapevolmente le vostre quote.
Grazie per il vostro aiuto!
* Sul sito www.mangialibri.com è possibile leggere l'intervista più specificatamente.


The President of Aie (Italian Publishers Association) Marco Polillo comes out and shouts to pirates by providing the numbers.
Of 19,000 titles available in 2011, 15,000 have already been pirated.
Not only. IBS.IT reports that according to the latest ranking of the 25 best-selling titles in the past week, 17 are available in digital form and 19 have been published in pirate version.
Polillo argues that the digital market can be developed only if authors and publishers retain the right to exploit the content also with new media.
If piracy will not be limited it will be a detriment especially for readers.
Then he adds: “If the investments that companies are doing today will not have their returns, the risk is that the market will die at birth.”*
So he affirms that piracy is a problem, but he ramains vague during the interview, in an attempt of focusing solutions.
He mentions the amendment of Fava rejected in Parliament very recently, almost regretting that no law may rescue them.
As if the laws were a solution and not instead an obligation arose from a dispute which always presupposes a loser and a winner.
And he admits that if companies do not find their self-interest or will have no returns on investments, thay will not do anything because the market is born and grow.
I wouldn't see much so, in each case. The major publishing groups know that the market is flourishing and try to tame it driving it from the beginning because their future revenues is the highest possible. And in this, the pirates bother a lot.
Because the major publishing groups also know that if they don't invest, the small digital publishers will do it. Thay have nothing to lose and are not even afraid of pirates.
For us of Officine Editoriali it remains a matter of cultur and open mind, always.
In life and in enterprise.
We should all act a little bit as Forrest Gump.
As at the end of each post, we encourage you to support the project of Officine Editoriali by visiting the popular subscription website www.produzionidalbasso.com and consciously booking your quotas.
Thanks for yur help!
* On the website www.mangialibri.com you can read the detailed interview.

domenica 22 gennaio 2012

Apple e gli editori contro Amazon / Apple and the publishers against Amazon


Avendo poco tempo oggi per dedicarci ad un post, vi invitiamo a cliccare qui e vi invitiamo a leggere l'articolo.
Se volete, con i vostri commenti possiamo discuterne.
Troviamo l'argomento interessante e propedeutico dei tempi che stanno arrivando.
Intanto il progetto di Officine Editoriali prosegue il suo cammino verso il primo obiettivo che è quello di concludere la raccolta fondi.
Nei prossimi giorni la data di scadenza verrà procrastinata alla fine di Febbraio.
Se, come noi, credete nel progetto di Officine Editoriali, sostenetelo visitando il sito di sottoscrizione popolare www.produzionidalbasso.com e prenotando consapevolmente le le vostre quote.
Grazie per il vostro aiuto!


Having no much time today to dedicate ourselves to a post, we invite you to click here and read the article.
If you want, we can discuss it ith your comments.
We find the topic interesting and introductory of the times that are coming.
Meanwhile the project of Officine Editoriali continues on its way to the first objective that is to complete the fundraising.
Next days we'll postpone the expiration date to the end of Februarty.
If you believe in the project of Officine Editoriali, as we do, support it by visiting the popular subscription website www.produzionidalbasso.com and consciously booking your quotas.
Thank you for your help!