mercoledì 6 giugno 2012

E voilà gli altri nomi (per chi ancora non lo sapesse)

Per fare in fretta, vi rimando all'articolo di Guido Scorza, su Il Fatto Quotidiano, profondo conoscitore della materia nonché una persona che ha seguito con passione tutta la faccenda. Lui fa gli altri nomi. Ma non c'è nessuna sorpresa.

Per fare in fretta vi anticipo solo che i nomi sono stati calati tutti sul tavolo da PD, PDL, UDC, Lega, come fossero assi da giocare in una partita che si è rivelata squallida fin dall'inizio.
Ma sono sicura che sono cose ormai risaputissime.

E' meno risaputo, invece, che associazioni della società civile si stanno muovendo per fare ricorso al giudice amministrativo ed invalidare la votazione per poterla ripetere alla luce della meritocrazia, parola che questo governo usa e abusa. 
E' anche poco saputo che si pensa di ricorrere al Presidente della Repubblica con la specifica richiesta di non firmare una tale atto di ennesima mala politica.

Personalmente non credo che il Presidente non firmerà (nel senso che firmerà). 
Anche lui è un essere umano e ha i suoi bei difetti e mancanze. Ma staremo a vedere.

Confermo invece quanto vado sostenendo da un pò di tempo a questa parte su questo blog. 
Siamo sulla via del cambiamento radicale. 
Dite che non si vede? Tranquilli. Questi sono gli ultimi colpi di coda del gigante dai piedi d'argilla.
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Agcom: nuove nomine vecchi nomi. E non è finita.

Che significa? Significa quello che temevamo e che, invece, speravamo non accadesse.
Un altro delitto si è consumato ai nostri danni e lascia la nostra libertà e le nostre potenzialità sulla rete esposte ad ogni tentativo, soprattutto truffaldino, di limitarla.

Ma seguiamo questi nomi che sono venuti fuori dalle votazioni che si sono svolte stamattina alla Camera (manca ancora la votazione del Senato e i nomi dei Presidenti).
Dunque al momento all'Agcom vanno Maurizio Dècina, in forza al PD (purtroppo bisogna continuare a fare queste distinzioni visto che ancora una volta si è verificata una spartizione del potere) e Antonio Martusciello, nientepopodimeno che uno dei fondatori di Forza Italia (come possiamo mai salvarci?).
Al Garante per la protezione dei dati personali vanno Giovanna Bianchi Clerici, in forza alla Lega Nord (ancora dobbiamo sottostare alle imposizioni della Lega Nord?) e Antonello Soro, appoggiato dal PD.
Naturalmente Stefano Quintarelli, il candidato appoggiato dalla Rete ha preso solo 15 voti.

Ci chiediamo come fare a farci sentire se non possiamo farlo nemmeno con la Rete. 
Questo sistema si permette continuamente e sistematicamente di ignorare la voce del popolo che ha avuto, finalmente, attraverso la Rete la possibilità di esprimersi ma, purtroppo, i nostri desideri, le nostre necessità, le nostre volontà vengono ignorate, così come vengono ignorate attraverso altri strumenti quali il referendum.
Tutto ciò che chiediamo viene disatteso. A vantaggio di chi?

Officine Editoriali continuerà a seguire la votazione per le  restanti nomine Agcom e Privacy.
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martedì 5 giugno 2012

Arrivano o no le nomine Agcom?


Sembrerebbe di sì. Dovrebbe essere veramente una questione di giorni.
Singolare come questo nostro governo di tecnici e di super specializzati si sia impantanato travolto dagli interessi dei partiti che sembrano sempre più forti (sia i partiti che i loro interessi).

Così le nomine Agcom saranno ancora una volta la spartizione, cosciente, da parte dei partiti di un settore strategico della nostra vita sociale.

Intanto va detto, e spezziamo una lancia in favore di chi ha determinato questo ritardo senza sapere che pesci pigliare, che i commissari dell’Autorità garante per le comunicazioni sono scesi da nove a cinque e, dunque, visto che sono pochi, conviene sceglierli bene. 
Forse questo ha richiesto più tempo e più meditazione.

Poi va aggiunto che la rete aveva scelto il suo candidato, Stefano Quintarelli il quale aveva inviato il suo Curriculum Vitae e aveva pensato di togliere di mezzo tutti i possibili conflitti di interessi nel caso di sua elezione. 
E, di questi tempi, molte cose vanno valutate in rete e grazie alla rete, forse si riesce a fare meno porcherie. 
Fatto sta che bisogna dare un occhio alla rete se vogliamo fare le cose un po’ meglio.

Ad ogni modo, per concludere, il Partito Democratico ha indetto delle primarie al suo interno e ha candidato alcuni nomi, tra cui Soro alla Presidenza.
Anche gli altri partiti, eccezion fatta per i Radicali e Italia dei Valori, hanno avanzato i loro nomi e così ha fatto l’Agcom.

Nonostante il tempo occorso (le nomine avverranno in forte ritardo), il risultato non cambia e dunque torniamo alle vecchie spartizioni.
Ma, del resto, cosa ci aspettavamo? I miracoli? 
Noi crediamo nei miracoli ma bisogna che ci crediamo tutti. E fino a che questo non accade, le cose cambieranno ma cambieranno impiegando più tempo. 
Il trucco però è basta stare alla finestra ad aspettare.

Officine Editoriali seguirà fino alle nomine questa faccenda di Agcom.
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